Pubblicato da arielkai su Gennaio 16, 2008
La Finanziaria 2008, legge 244/2004 al art. 1 comma 201, ha prorogato la possibilita, per i contribuenti, di detrarre le spese della retta dell’asilo nido dei propri figli, quindi solo per i genitori, per un massimo di € 632,00, per figlio, sia che frequenti asilo pubblico che privato.
Il risparmio di imposta massimo sarà quindi pari a 120,00 ( 19% di € 632,00).
Infatti nel Mod Unico 2008 per i redditi 2007 si potrà detrarre l’importo della retta per l’asilo nido dei figli, ma è importante è aver mantenuto tutte le ricevute o certificazioni relative alle rette dell’anno 2007, per certificazione vale il bollettino postale o bancario, fattura quietanzata e simili sempre intestata ai genitori.
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Pubblicato da arielkai su Gennaio 16, 2008

Questo è quanto affermato dall’ Ordinanza n. 377/2007 della Corte Costituzionale chiamata a pronunciarsi su una questione di legittimità costituzionale, da parte della Commissione Tributaria regionale di Veneziarelativamente all’art. 7, comma 2, lettera a), della legge 27 luglio 2000, n. 212, meglio noto come “statuto dei diritti del contribuente”, nella parte in cui prevede che gli atti dei concessionari della riscossione “devono tassativamente indicare”, fra l’altro, il responsabile del procedimento, in riferimento agli articoli 3, primo comma, e 97 della Costituzione.
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Pubblicato da arielkai su Gennaio 16, 2008

Siamo gli ultimi in Europa! L’Eurostat (l’agenzia statistica dell’Unione) ha certificato, basandosi sulla “Indagine europea sul lavoro del 2005”, che la percentuale dei maschi laureati tra i 25 e i 64 anni in Italia è la metà della media europea; i dati poi non sono certo positivi per le donne: 12,8% rispetto alla media dell’Unione europea del 22,7%.
In Italia solo l’11,6% degli uomini arriva alla fatidica nomina di “Dottore”, mentre la media UE è del 23,2% . Peggio di noi fanno solo Malta con il 9,9%, la Romania con il 10,7% e la Repubblica Ceca con l’11,6%.
Imigliori sono danesi (30,9%) e olandesi (32,7%) per i maschi laureati e finlandesi (39,4%) ed estoni (38,8%) per le donne.
Naturalmente siamo tra i peggiori anche nella fase post-laurea (ma questo già lo sapevamo!) e nonostante le laureate italiane siano maggiori dei laureati maschi, l’occupazione continua a privilegiare gli uomini, lavorano infatti l’86,2% degli uomini e il 75,3% delle donne.
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